Me ne accorgo per colpa del vento. Di questo diamante di cielo che è tempesta senza tempesta. Ha preso le fionde dell’oleandro e ha lanciato foglie sulla finestra grande, sopra il nostro pranzo. Allora è un piccolo sgomento, posato qui, accanto a valigie da preparare, alla gioia che viene. Mi sale crepando il pasto d’un solo, breve, improvviso sussulto. Non …
Da un mese non ti ho più
Ciao amore mio. Dormi bene. Viaggia, ridi, sogna. C’è un posto speciale dove tutti voi state, chissà quanti amichetti hai adesso. È la nostra, la nostalgia più aspra, invischiati in numeri e date che voi avete già perso. In solitudini a uno schermo, in abbracci a chi rimane. Mentre voi siete liberi.
Lo dico a Gloria
La frase successiva è il dolore fisso sul calendario in quella data infausta: «Era appena passato Natale».
Le dico che non ho fatto gli auguri del nuovo anno a nessuno, fanculo al nuovo anno.
Ridiamo di nuovo. Lei coi suoi carri armati sotto le labbra. Io coi carri armati nelle arterie.
Come è nato questo libro
Di solito uso il blog, ma non potevo, aspettavo di capire che direzione avrebbe preso la mia vita. Ho scritto anche quando stavo male, ho scritto perché dovevo correre dietro ai fatti. Finché è stato chiaro. Allora è diventato urgente. E – strano a dirsi – questa volta il valore e il senso sono così totali che il mondo editoriale non l’ho nemmeno considerato. Il racconto era lì, scritto in tempo reale: non c’era alcun lavoro da fare. Ho deciso di pubblicarlo subito, perché avevo bisogno di dire ai miei lettori cosa mi era successo: uno ad uno. Perché avevo bisogno del loro calore, prima, e di dare una testimonianza forte, poi.
Il desiderio necessario
La verità è che nessuno ti punta una carabina alla tempia, là dove pensieri adulti impongono il loro raziocinio. Se proprio devi, puntati la canna dei sogni, i suoi proiettili non ammazzano: salvano.
Tutti giù per terra
Ritrovo gesti e minuscoli desideri, sussurrati come segreti. Ed è sorprendente: la gioia esiste, però non scaccia il dolore. Ci si siede accanto.
2 gennaio 2019: dopo
Ogni tanto accosto l’orecchio al dolore: voglio sentire se è ancora lì. Gli uomini sono così sciocchi: hanno bisogno di soffrire, per amare. Certi dolori sono l’unica forma possibile per ricordare.






